Le figure retoriche nella poesia - guide poetiche per i poeti.
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Figure retoriche nella poesia

Scrivere in rima Le figure retoriche sono degli artifici particolari utilizzati per creare un particolare effetto. L'utilizzo di tali tecniche permettono di comporre versi molto più particolari e profondi. Vediamone qualcuna. [testi tratti da Wikipedia].

 

  • Allegoria: sostituzione di un oggetto ad un altro, con accostamento basato su qualità e significati non comuni del termine e spesso di livello filosofico o metafisico. Per esempio, l’allegoria tradizionale della nave che attraversa un mare in tempesta indica la vita degli uomini che cercano, tra mille pericoli, di giungere alla salvezza (il porto).
  • Allitterazione: ripetizione di una lettera o sillaba in parole successive. Es.: Il pietoso pastor pianse al suo pianto (Tasso, Gerusalemme Liberata, VII,16)
  • Anafora: ripetizione di una o più parole a inizio frase/verso, per sottolineare un'immagine o un concetto. Es.: Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse (D'Annunzio, La pioggia nel pineto, vv.8-11).
  • Hysteron proteron: Riguarda il sovvertimento dell'ordine logico e cronologico nel disporre gli eventi in un testo. Es.: Moriamo, e gettiamoci nella mischia (Virgilio, Eneide, libro II), dove alla morte eroica è posposta la causa, cioè il combattimento gagliardo.
  • Interrogazione retorica: Consiste in una domanda in cui è insita la risposta, quindi fatta in senso ironico, sarcastico. Es.: Chi è più scellerato che colui / che al giudicio divin passion porta? (Dante, Divina Commedia, Inf.XX,29-30).
  • Sinestesia (dal greco synaisthánomai = percepisco contemporaneamente): è una particolare forma di metafora che consiste nell’associazione di due parole relative a sfere sensoriali diverse (ad esempio tatto e udito); come la metafora, trasferisce il significato da una sfera sensoriale ad un’altra. "La sera fiesolana" di D’Annunzio ad esempio, contiene quesa sinestesia: «Fresche le mie parole nella sera», dove l’aggettivo “fresche”, fa parte della sfera sensoriale del tatto e viene accostato al sostantivo “parole”, che invece fa capo alla sfera uditiva.

Errori comuni da evitare

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PoesieL'utilizzo delle figure retoriche non è semplice. Il rischio maggiore, quando se ne sperimenta l'uso, è quello di eccedere in versi troppo complicati e poco comprensibili. Peggio ancora, si può eccedere nelle figure retoriche a danno del ritmo o della punteggiatura.

Non è buona cosa scopiazzare testi poetici e mettere insieme più figure retoriche per fare scena e impressionare i lettori. La cosa migliore da fare è invece sperimentarne una alla volta, inserendole a piccole dosi nelle nostre poesie per vedere l'effetto che fanno e come cambia la poesia, magari rileggendola ad alta voce.

In generale, non esistono figure retoriche sempre valide: tutto dipende da cosa si vuole comunicare e in che modo. Anche la metrica e le figure tradizionali utilizzate influiscono nella scelta.
Questa pagina sarà via via arricchita da nuove figure retoriche.



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