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San Martino

Autore:Giosuč Carducci (Scheda autore)

Data di inserimento: 05/02/2013


Testo opera:

 La nebbia a gl'irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de' tini
Va l'aspro odor de i vini
L'anime a rallegrar.
Gira su' ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l'uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d'uccelli neri,
Com'esuli pensieri,
Nel vespero migrar.

La nebbia a gl'irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de' tini
Va l'aspro odor de i vini
L'anime a rallegrar.
Gira su' ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l'uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d'uccelli neri,
Com'esuli pensieri,
Nel vespero migrar.

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 In questa poesia, Giosuè Carducci mette in risalto il giorno di San Martino, nel quale sente l'atmosfera gioiosa e festosa di una giornata fondamentale per i contadini. In quel giorno, infatti, finisce il periodo di lavoro nei campi e inizia l'attività di travaso dei vini nelle botti.

In questa aria di festa, come si vede dalla prima strofa, la nebbia avvolge tutti gli alberi spogli e le nubi rossastre contribuiscono a creare una certa malinconia tipica dell'autunno. C'è quindi il contrasto tra il clima di festa e la nebbia con il cielo autunnale.

Andando avanti nella lettura, si assiste alla descrizione del borgo, dove si sente l'odore aspro dei vini che nonostante la nebbia rallegra le anime, e poi la descrizione degli ambienti domestici, dove i ceppi accesi girano lo spiedo...

Infine, Carducci conclude con la figura del cacciatore che nella nebbia osserva le nubi rosse. Sullo sfondo, gli uccelli fuggono e vengono paragonati ai pensieri degli uomini che tentano la fuga alla sera, per migrare.

In questa poesia, Giosuè Carducci mette in risalto il giorno di San Martino, nel quale sente l'atmosfera gioiosa e festosa di una giornata fondamentale per i contadini. In quel giorno, infatti, finisce il periodo di lavoro nei campi e inizia l'attività di travaso dei vini nelle botti.

In questa aria di festa, come si vede dalla prima strofa, la nebbia avvolge tutti gli alberi spogli e le nubi rossastre contribuiscono a creare una certa malinconia tipica dell'autunno. C'è quindi il contrasto tra il clima di festa e la nebbia con il cielo autunnale.

Andando avanti nella lettura, si assiste alla descrizione del borgo, dove si sente l'odore aspro dei vini che nonostante la nebbia rallegra le anime, e poi la descrizione degli ambienti domestici, dove i ceppi accesi girano lo spiedo...

Infine, Carducci conclude con la figura del cacciatore che nella nebbia osserva le nubi rosse. Sullo sfondo, gli uccelli fuggono e vengono paragonati ai pensieri degli uomini che tentano la fuga alla sera, per migrare.

Articolo pubblicato e online dal 05/02/2013 - Vietata la copia non autorizzata. Info sul copyright

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